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Paese

Dati Generali
Il paese di Lula
Lula è un Comune della provincia di Nuoro. È situato a 521 metri sul livello del mare. Conta 1657 abitanti. Fa parte della X Comunità Montana “Baronie?. Dista 33 km da Nuoro. La zona presenta numerosi villaggi nuragici. Fu certamente abitata più tardi dai romani. Ma questo non aiuta a decodificare l´origine o il significato del nome, probabilmente sardiano o nuragico, che appare del tutto misterioso.
Il territorio di Lula
Altitudine: 43/1127 m
Superficie: 148,56 Kmq
Popolazione: 1657
Maschi: 834 - Femmine: 823
Numero di famiglie: 655
Densità di abitanti: 11,15 per Kmq
Farmacia: via G. M. Angioy, 52 - tel. 0784 416742
Guardia medica: via Gramsci, 116 - tel. 0784 416611
Polizia municipale: via dei Mille, 11 - tel. 0784 416623
Carabinieri: via G. M. Angioy, 37 - tel. 0784 416622


Storia

LULA o LUVULA, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro, compreso nel mandamento di Bithi.

Era nella circoscrizione del dipartimento di Galtelli nel regno di Gallura.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 27', nella longitudine orientale del meridiano di Cagliari 0° 22' 30".

Giace nel fondo d’una valletta, dove in qualche parte stagnano le acque. Le eminenze prossime non fanno ostacolo nè a’ venti boreali nè al maestrale, i quali impertanto spesso vi sono sentiti assai forti. Piove con frequenza, nevica assai volte nell’inverno, ed in tempi ed ore di umidità vi si sparge la nebbia, la quale tutta-volta non isperimentano maligna. Nell’inverno si patisce del freddo e dell’umido, nell’estate del calore. L’aria può nuocere in certe stagioni a quelli che sogliono abitare in luoghi di miglior condizione.

Il territorio di Lula è molto esteso, e in gran parte montuoso. La superficie non minore di 50 miglia quadrate.

Entra nel medesimo una parte del Monte Albo, la cui falda da Siniscola, dove principia, a Lula dove termina, non si può percorrere a passo di viaggio in meno di otto ore. La sua sommità è piana e pare proceder orizzontalmente e senza interruzione, se non che poco prima del suo termine, nel luogo che dicono Nurài, si abbassa e dà passaggio a’ paesani di Lula verso Siniscola. In questa montagna calcarea sono molte spelonche assai profonde con bellissime concrezioni di calce carbonata, tra le quali è più notevole quella che appellano Su santuariu per la somiglianza che hanno alcune stelagmiti ad altari, candelieri e statue. Presso all’indicato passo di Nurai è un pozzo di smisurata profondità (Sa tumba de Nurai), dove caddero molte bestie, e alcune cariche, piombarono alcuni imprudenti, e alcuni malfattori nascosero i loro delitti.

Vuolsi che in alcune regioni siano minerali di piombo, vitriuolo ed altri non bene finora determinati.

Questo territorio non è molto ricco d’acque; tuttavolta vi si formano quattro ruscelli per il fiume che proviene da’ salti di Onani e Bithi. Nel paese sono alcune fonti che somministrano acque assai buone. Nel fiume e ne’ confluenti abbondano le trote e le anguille.

Nel Montalbo e in alcune valli vedrai grandi tratti selvosi, e dominanti i lecci, i soveri e gli olivastri. Il lentisco è molto frequente. Nella pendice siroccale della gran montagna abbondano i tassi e i ginepri.

I cacciatori incontrano in tutte le regioni selvaggie cinghiali, daini e cervi, e nella parte superiore del Montalbo molte greggie di mufioni. I volatili sono numerosi nelle specie maggiori e nelle minori. In queste sono più propagati i colombi e li stornelli.

Popolazione. I lulesi sommano a circa 930 anime distinte in 228 famiglie. Il numero delle femmine in questo paese è costantemente minore del numero degli uomini, e in questo tempo si notarono anime 497 nel sesso maschile, 433 nell’altro.

Le medie del decennio scorso diedero annuali nascite 38, morti 15, matrimonii 10. L’ordinario corso della vita è a’ 65 anni con esempi non rari di longevità patriarcale. È di Lula il Giovanni Voche, che ora (anno 1842) avrà già trapassato il centoventiquattresimo anno di sua età. Le più comuni malattie sono febbri intermittenti e infiammazioni per la malaria e le troppo brusche variazioni atmosferiche.

I lulesi nella foggia del vestire, nelle consuetudini e in tutti gli altri rispetti si assomigliano a’ bittesi e agli altri cinque comuni vicini, sì che pajono tutti essere una stessa nazione.

Delle famiglie di Lula 110 sono pastorali, 85 agricole, 15 meccaniche, 1 nobile. Le possidenti non sono più di 175.

Le donne lavorano in circa 60 telai di antica costruzione. Non ha guari se ne posero in opera alcuni di miglior forma. Si tesse la lana e il lino, e si fanno coperte di letto.

Alla scuola primaria concorrono circa 17 fanciulli.

Agricoltura. Il terreno è atto a’ cereali, e se fosse operato con miglior arte risponderebbe con più liberalità. Si seminano ordinariamente starelli di grano 260, d’orzo 360, di fave 50, di legumi 15. Il solito prodotto è al sestuplo. Di lino se ne semina per il solo bisogno, e non si fa alcuna cultura di patate, granone e canape, sebbene siano per queste specie siti favorevolissimi.

Le uve o perchè non vengano, o non si lascin giungere a maturità, e poi perchè manchisi nell’arte, danno vini agri e di poca sostanza, quantunque nell’azione del fuoco esalino gran copia di spirito.

Gli alberi fruttiferi sono in poche specie e varietà, e in poco numero quanto possa essere sufficiente al bisogno.

Pastorizia. I pascoli sono copiosi nell’estate sul Montalbo, principalmente nella sua sommità, e nel-l’inverno in tutte le altre parti.

Si annoveravano nel 1840 cavalli e cavalle 120, majali 60, giumenti 104, buoi per servigio 140, capre 4200, pecore 2000, porci 900.

I formaggi sono di molta bontà.

Terre chiuse. Solo una piccola parte del territorio è cinta a muriccia o a siepe per seminarvi e tenervi a pascolo il bestiame.

Commercio. I principali articoli sono i prodotti pastorali che si vendono nel porto d’Orosei. Il lucro forse non sopravanza le lire nuove 12,000. Per la festa di s. Francesco d’Assisi si celebra una fiera.

Religione. Sono i lulesi sotto la giurisdizione del vescovo di Nuoro, e curati nello spirituale da tre preti, il primo dei quali ha il titolo di rettore.

La chiesa maggiore è intitolata dalla Vergine Assunta. Il cimitero è attiguo alla medesima in sulla estremità dell’abitato.

Le chiese minori sono cinque, due nel paese, delle quali una dedicata alla Regina degli Angeli, l’altra alla Vergine di Valverde, presso la quale era anticamente un ospizio o conventino de’ frati di s. Francesco di Paola: le altre tre nella campagna, e una di esse dedicata a s. Francesco d’Assisi, l’altra a s. Nicolò di Tolentino, la terza a s. Matteo, tutte di struttura antica, eccettuata quella di s. Francesco che fu riformata ne’ primi anni di questo secolo.

Le feste principali con concorso di forestieri e corsa di cavalli sono per la titolare, per la Vergine di Valverde e per s. Francesco d’Assisi addì 2 maggio.

Antichità. Trovansi alcuni norachi, e appiè del Montalbo incontro al maestrale nel sito che dicono Sa conca dessu Prèiteru (la caverna del prete) vedonsi aperte nel sasso alcune di quelle cavernette sepolcrali che il volgo dice case di fate.

Presso le due prime chiese rurali sono vestigie di un’antica popolazione che appellavasi Duos Coros, se è vera l’antica tradizione. Appartenevano, come credesi, alla medesima altre due chiese, che furono denominate una da s. Pietro, l’altra da s. Gregorio. Un altro paese era a distanza di un miglio, e a maestro del paese, nel sito che dalle molte rovine dicono Su Petrichinosu. Nel salto demaniale di Dulusorra era un paese dello stesso nome, che troviamo menzionato nelle carte antiche. Finalmente anche nel salto di Sorrota sarebbe anche stata una popolazione dello stesso nome. Il disertamento di queste terre avveniva per la strage operatavi dalla peste.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Lula
Gennaio: S.Antonio Abate. Festa comune a molti paesi della Sardegna con il tradizionale falo', i dolci che si consumano attorno al fuoco, processione religiosa, canti, giochi
Maggio: S. Francesco. La festa campestre si svolge nel santuario di S. Francesco a Lula. Come è consuetudine ai fedeli presenti vengono offerti "su filindeu" (intreccio di sottilissimi fili di pasta, cotti nel brodo di pecora con abbondante pecorino fresco fuso) e "su zurrette" (stomaco della pecora riempito di sangue, pane carasau, formaggio e cipolle e sbollito).
Settembre: Madonna del Miracolo. Festa campestre, processione religiosa, spettacoli folcloristici.